STORIA DI ALESSANDRA R.

Nel giugno del 2014 mi trovavo a passare per Abadiania in macchina durante una gita con un mio caro amico italiano, che vive a Brasilia da molti anni.  Mi ha detto:  - qui ci vive un guaritore molto famoso, vengono da tutto il mondo,  non ne hai mai sentito parlare? C’è stato anche un mio amico, che ha avuto una malattia grave e che ora sta bene…

Io da un anno avevo perso mio marito per quella stessa malattia e soffrivo ancora tantissimo. Quel giorno abbiamo continuato la gita in direzione di Pirenòpolis, e ad Abadiania non ho più pensato, come se non potesse più riguardarmi ormai, dato che mio marito non c’era più.  

Tornata a casa, il seme ha cominciato a germogliare, perché ho una malattia agli occhi, il glaucoma, che negli ultimi tempi è peggiorata in modo piuttosto grave.

Un mese dopo, con i miei amici di Brasilia venuti in Italia in vacanza, ho scoperto su internet il nome del guaritore di Abadiania: Joao de Deus. Rivolgersi a un guaritore è sempre un po’ imbarazzante per la nostra “ragione”, per cui mi vergognavo un po’,  ma il desiderio di andare a trovarlo ha preso piede.  Sempre su internet ho trovato il sito italiano su Joao. Così  a ottobre sono andata a Roma per incontrare Livia, la creatrice del sito.

Ho scoperto che Joao è anche medium. L’esistenza di un medium presuppone quella degli spiriti e io mi sono sempre difesa da questa visione delle cose, per paura e per dubbi. Ma continuavo a soffrire molto per la perdita di mio marito. Dov’è? Possibile che, scomparso il corpo, non esistiamo più? Che di noi resti solo un ricordo e una pietra muta? Non è accettabile. Nella mia vita avevo già conosciuto la morte, ma non ne ero mai stata colpita. La mancanza di mio marito e queste domande mi dilaniavano parecchio. Avevo avuto dei “segni” della sua presenza, ma mi ero guardata bene dal crederci, per paura che fossero inganni della mente. Ma ricordavo questi piccoli eventi, che rimanevano come lumi nel mio buio.

Su suggerimento di Livia ho cominciato a leggere Il libro degli spiriti di Allan Kardec ed è stato il mio primo passo verso Abadiania. È un libro serio,  intenso e profondo. La visione dell’esistenza che offre mi ha dato delle risposte convincenti e questa comprensione ha reso molto più sopportabile il mio lutto.

Questo libro non è frutto della fantasia o dell’intelligenza dell’autore, ma delle sue consultazioni spiritiche; sono gli spiriti che parlano e che rispondono a tutte le sue domande; quindi sono come coautori del libro.

Sono trattati moltissimi argomenti, di storia, scienza, filosofia, religione, mito; uno dei concetti principali è che con la morte fisica torniamo ad essere spiriti e saremo tanto più felici e liberi dai rimpianti quanto più avremo speso la vita per il nostro progresso morale, che si ottiene attraverso le prove dure e aprendoci agli altri, mandando via vanità, orgoglio e rancori. Le prove sono spesso un'eredità delle nostre vite precedenti e se tornano è per farci migliorare più velocemente.

Ho letto meditando; quelle conoscenze si innestavano armoniosamente sulla mia precedente formazione buddista.

Ad aprile del 2015 ho cominciato a prepararmi per concretizzare il sogno di andare ad Abadiania in agosto. Ero felicissima, nonostante mi sia capitato un incidente proprio in quei giorni.

A luglio sono stata assalita da una forte preoccupazione per il viaggio, dalla tristezza della solitudine e dal terrore di incontrare queste famose Entità. Chi sono mai e come si dimostrano? Ogni mattina mi alzavo e mi mettevo in movimento per andare al lavoro; faceva caldo, ma io ero sempre rinfrescata da un soffio sulla nuca e tra le spalle, come un ventaglio che mi seguiva per casa. Tesa com’ero, non ci facevo troppo caso, ma sentivo che era una forma di incoraggiamento e mi faceva piacere.

Il viaggio è andato liscio liscio. Quando sono arrivata ad Abadiania la sera del 2 agosto, c’erano solo stranieri e io ci vedevo poco per i vialetti della pensione; ricordo di avere desiderato di tornare a casa. Ma il giorno dopo ho conosciuto Sofia, la mia guida spirituale, poi gli altri membri del gruppo.

Eravamo emozionatissimi il primo giorno alla casa di Don Ignazio; non abbiamo fatto nessuna fila perché Sofia aveva già parlato con le Entità, che ci avevano prescritto un’operazione spirituale. «Parlare con le Entità»: stupisce questo linguaggio, ma bisogna un po’abituarcisi ad Abadiania.

Nessuna paura più. L’atmosfera della Casa è solare e piacevole; ci sono altri medium oltre Joao, alcuni immersi in profonda meditazione che sembrano quasi addormentati; ma è tutto molto naturale. Il soggiorno è stato lieto; conservo come un tesoro prezioso il ricordo delle serate passate a parlare con Sofia e Martina, a fare domande, a liberare pensieri e sentimenti. Sono stata molto contenta per i consigli ricevuti dalle Entità, a cui ho inviato delle domande tramite Sofia e Joao. Ho sentito le Entità gentili e affettuose nei miei confronti.

Il dolore che mi sembrava impossibile calmare è stato cauterizzato da questo bel viaggio, che mi ha fatto trovare degli amici.

Io consiglio a chi può andare ad Abadiania di aprirsi con fiducia alle persone che ci aiutano, di sputare tutti i rospi dal cuore, anche se ci vergogniamo; anzi, soprattutto se ci vergogniamo.  

Continuo la mia ricerca sulla vita attraverso i libri e la mia quotidianità. Per quanto riguarda la vista mi hanno detto di essere paziente perché i miglioramenti sono graduali.

Un’ultima cosa: a settembre sono stata ad un convegno sui temi dello spiritismo, dove ho ascoltato la relazione di uno psicoterapeuta che aiuta i suoi pazienti a visualizzare i loro cari perduti e a comunicare con loro. Ha raccontato l’esperienza di un ragazzo che sentiva sempre sulla nuca un soffio fresco e chiedeva alla sua nonna in spirito se era lei a soffiare. La risposta della nonna è stata un soffio scherzoso. Allora anch’io, quando ho avuto tanta paura di andare ad Abadiania, sono stata visitata davvero da qualcuno che mi vuole bene.

Auguri a tutti me compresa,

Alessandra

 Foto di gruppo, a partire da sinistra: la nostra guida Sofia, Alessandra, Martina, Andrea e Lia

Foto di gruppo, a partire da sinistra: la nostra guida Sofia, Alessandra, Martina, Andrea e Lia

 Alessandra al B&B Caminho Encantado

Alessandra al B&B Caminho Encantado