STORIA DI LIVIA M.

Sono stata ad Abadiania diverse volte negli ultimi sette anni. La prima volta che sono andata ad Abadiania ero senza una guida ed ero molto giovane: era difficile rendersi conto di quello che accadeva in questo luogo a livello profondo, di come le Entità ci aiutino quando siamo "pronti" a ricevere il loro aiuto. Fin dal primo momento Abadiania ti tocca l'anima, anche se non sempre hai dei riscontri tangibili: non per tutti i "miracoli" avvengono istantaneamente. La cosa meravigliosa di Abadiania è che tutte le cose straordinarie, "impossibili", che accadono qui quotidianamente, sono percepite come la normalità. 

Le prime volte che mi sono recata ad Abadiania è stato per motivi spirituali: la Casa è un posto che veramente riesce a "ricaricare" le batterie, la creatività sembra espandersi e quello che succede dentro di te durante un soggiorno di pochi giorni, te lo porti dentro per tutto il resto della tua vita. Le prime due volte che sono stata ad Abadiania non ho notato "grandi" cambiamenti in me stessa: ero sempre la stessa persona, con gli stessi problemi e le stesse ansie e paure. Oggi mi rendo conto che anche quelle volte in cui non ci sono stati grandi cambiamenti apparenti, la perseveranza e la fede mi hanno reso la persona che sono oggi, e mi hanno "preparato" per i momenti molto intensi e significativi che ho vissuto nelle visite successive alla Casa.

Non scriverò qui delle operazioni spirituali a cui mi sono sottoposta, perché i filmati che si trovano online parlano da se. Non scriverò delle persone che ho incontrato ad Abadiania, con cui si è creato un profondo legame, o delle loro storie di guarigione e dell'immensa gratitudine verso le Entità di Luce. 

Volevo scrivere di due episodi che mi sono capitati che, anche se in qualche modo "minori", sono stati molto significativi e me li porto dentro con una profonda gratitudine. 

Durante una delle mie ultime visite ad Abadiania attraversavo un periodo molto difficile dal punto di vista emotivo e personale: non è un'esagerazione dire che mi sentivo a pezzi. La prima sera arrivata nella stanza del mio B&B inizio a disfare la borsa: sono una persona molto ordinata e quindi non mi capita spesso di "perdere" qualcosa. Era arrivata l'ora di coricarmi e prima ovviamente volevo lavarmi i denti: il mio dentifricio era sparito! Eppure l'avevo tirato fuori dalla borsa, me lo ricordavo perfettamente. In bagno non c'era e la camera non era grande: un letto, un comodino e una cassettiera. Niente, continuavo a cercare, ma niente. Dopo quasi un'ora e in lacrime (emozioni su emozioni stavano emergendo da quando avevo messo piede ad Abadiania qualche ora prima), mi arrendo e cercando di lasciare andare la mia rabbia e la mia tristezza, mi corico. Sotto a tutto il vortice di sentimenti e confusione, sentivo però con l'assoluta certezza questa frase: solamente perché non vedi qualcosa con i tuoi occhi, non vuol dire che non ci sia. Quello era un periodo in cui non sentivo amore, non lo vedevo, mi sentivo molto sola, e questo episodio mi ha impresso nell'anima che anche se non lo potevo percepire non vuol dire che non fossi circondata da amore.. solo perché non potevo "vedere" le Entità non voleva dire che non fossero con me ad aiutarmi e sostenermi. Penso spesso a quell'episodio che mi ha guidato molto nei momenti di difficoltà. Ovviamente, la mattina seguente il dentifricio era sulla cassettiera, in bellavista.

Il secondo episodio è qualcosa che non avevo mai provato prima: l'amore totale. Non per me stessa o per una persona in particolare. Solamente Totale. Era un giorno di sessione alla Casa, ero nella hall con tutti gli altri mentre Joao era dentro con tutte le persone che si stavano sottoponendo ad una operazione spirituale. Ad un certo punto Joao appare sul palco con una signora che si voleva sottoporre ad una operazione visibile. Non ricordo esattamente che cosa abbia detto l'Entità, probabilmente di pregare insieme per sostenere l'energia durante l'operazione. So solamente che qualcosa dentro di me si è sbloccato: ne avevo viste tante di operazioni visibili ma mai avevo provato qualcosa di simile in vita mia. È come se una diga si fosse aperta, inondandomi di una gratitudine immensa, di una umiltà immensa e di un amore immenso verso l'universo. Piangevo di felicità e di amore per quello che stavo sentendo, per il senso di connessione che provavo, mentre l'Entità sul palco si prendeva cura di quella signora. La sensazione di così totale umiltà, gratitudine e amore è qualcosa che mi porterò per sempre dentro perché è qualcosa che non avrei mai pensato si potesse provare, era qualcosa di inimmaginabile e inarrivabile. Sarò per sempre grata di quegli attimi.

Due anni fa invece mi sono recata ad Abadiania per chiedere alle Entità di aiutarmi a guarire da una ciste ovarica: due mesi prima mi avevano diagnosticato una ciste di sei centimetri di diametro. La dottoressa aveva detto che l'unica soluzione era un'operazione chirurgica con anestesia totale, cosa che non avevo fatto mai prima e che non avevo intenzione di iniziare a fare ora! La mia naturopata, che avevo consultato subito dopo disperata, mi aveva consigliato di seguire una dieta molto stretta ed era ottimista che entro un anno la ciste sarebbe diminuita di diametro.

Quando ero ad Abadiania e avevo chiesto aiuto per guarire dalla ciste, le Entità neanche mi hanno sottoposto ad una operazione spirituale: mi hanno solamente prescritto la passiflora e detto di meditare nella stanza della corrente. Durante la meditazione sono riuscita ad affrontare psicologicamente degli eventi recenti molto dolorosi che ero sicura avessero contribuito al formarsi della ciste. Ho dovuto fare un grandissimo lavoro di perdono su me stessa, con molte sessioni di meditazione passate in lacrime. Ho perseverato nell'assunzione della passiflora, che sono certa mi abbia sostenuto e aiutato a seguire la dieta ferrea che mi aveva dato la mia naturopata, perseverando e facendo molti sacrifici. La diagnosi della ciste è avvenuta nel luglio 2014. A ottobre 2014 la ciste era completamente sparita. Non ce ne era traccia. La mia ginecologa e la mia naturopata quasi non potevano crederci.

Se c'è una cosa che ho imparato ad Abadiania è l'importanza di smettere di combattere se stessi e i sentimenti negativi, smettere di aggrapparsi agli schemi mentali che formiamo nel corso di una vita. Ho scoperto l'importanza di "arrendersi", di lasciarsi andare, e soprattutto di accogliere e guardare a testa alta quello che noi percepiamo come "negativo" (una malattia fisica, pensieri dolorosi) come invece un dono che ci aiuta nel percorso della nostra anima. Ho imparato che è OK far venire in superficie quello che più ci fa stare male, che è OK non porre resistenza ai sentimenti che la nostra mente ci fa percepire come debolezze. Che è OK perdonarsi per gli errori che abbiamo commesso e la sofferenza che abbiamo causato, perché non siamo perfetti. Ho imparato che fino a quando avessi tenuto nascosto dentro di me quello che più mi faceva soffrire, il dolore e la sofferenza sarebbero sempre stati presenti nel luogo più profondo della mia anima, pronti a indirizzare le mie scelte e la mia vita per la paura di dover guardare e affrontare quelle sofferenze.

Oggi vedo quello che ho vissuto nei miei viaggi ad Abadiania come un continuum: i miei viaggi alla Casa sono stati un percorso che mi hanno portato ad essere la persona che sono oggi. E posso onestamente dire di essere felice di quello che sono. I problemi ci sono sempre, ci sono prove da superare quotidianamente, e non sempre agisco come vorrei: ma il mio modo di guardare agli eventi è cambiato. I problemi non sono svaniti, è cambiato il mio modo di guardarli, percepirli e affrontarli. 

Ora capisco il perché la prima volta che sono andata ad Abadiania non ho vissuto "miracoli" e non è stata un'esperienza troppo intensa: le Entità mi stavano piano piano formando, preparandomi e gentilmente indirizzandomi verso il cammino inteso per me. Mi rendo conto di quanto non fossi "pronta" a reali cambiamenti. Ma ogni pellegrinaggio alla Casa continuava a formarmi e trasformarmi a livello emotivo e spirituale.. Sarò per sempre grata alle Entità per avermi indirizzato ad essere una persona migliore: oggi vivo molto di più nel presente, e soprattutto vivo molto di più per gli altri piuttosto che per me stessa.